Mappe mentali Rimettersi in piedi con un sorriso

Video ad alto impatto emotivo proiettati come stimolo nel post operatorio al Rizzoli
La ricerca di Rebecca Russo, Psicologa Clinica coinvolge un centinaio di degenti

[da Il Resto del Carlino 09/07]

Immagini di arte contemporanea come ausilio nella cura di un paziente sottoposto a intervento chirurgico per la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio: è il progetto di ricerca in atto al Rizzoli di Bologna. Firmato dalla psicologa clinica Rebecca Russo, psicoterapeuta e collezionista di video artistici, la sperimentazione dura un anno (febbraio 2012-febbraio 2013) e riguarda un centinaio di pazienti in fase post operatoria nella Clinica ortopedica e traumatologica guidata dal professor Maurilio Marcacci, affiancato dal professor Stefano Zaffagnini.
Corpo e psiche, dunque, sempre più spesso considerati in stretta relazione: il metodo di Rebecca Russo si chiama insight, vedere
dentro in inglese, e capacità di capire la propria dinamica psichica e i suoi simboli per arrivare a stimoli terapeutici in psicanalisi. Che c’entra l’arte contemporanea con il legamento anteriore del ginocchio, che spesso si rompe durante attività sportive e porta in sala operatoria circa 22mila italiani ogni anno, con conseguente necessità di 4-6 mesi di riabilitazione e altrettanti di convalescenza prima di tornare allo sport? La ricerca di Rebecca Russo è originalissima ma facile da spiegare: immagini scelte perchè in grado di penetrare a fondo, più delle parole, nell’inconscio del paziente lo rilassano, scacciano le paure, alzano il tono dell’umore, migliorano il sonno, «convertono la aggressività distruttiva o depressiva in grinta vitale».
Video con opere d’arte contemporanea sono stati usati a scopi terapeutici negli Usa già negli anni Settanta: la sperimentazione in corso al Rizzoli però applica un metodo, secondo Rebecca Russo appunto, esattamente come avviene per un farmaco da testare: un gruppo di pazienti viene «trattato» con le immagini, i pazienti poi annotano reazioni emotive, ed eventuali effetti indesiderati. Un altro gruppo, di controllo, assiste a video con bassa potenzialità di impatto terapeutico (placebo). Alla fine della ricerca, usando criteri scientifici, si stabilirà se i pazienti reclutati per essere trattati anche con immagini che stimolano la resistenza a fatica e frustrazione, ma soprattutto l’idea e la dinamica del movimento, tornano a farlo meglio e più velocemente degli altri. Il legamento crociato anteriore del ginocchio è perfetto per evidenziare i progressi, i problemi e le modalità del recupero funzionale perché è lo stabilizzatore primario dell’articolazione spesso lesionata in fase di attività sportiva. Ridurre i tempi della rieducazione conviene a tutti.

Renata Ortolani